You are here

Intervento su preventivo 2015

Consiglio comunale del 15 dicembre 2015.
Riassunto intervento di Massagno Ambiente sul preventivo 2015.

Siamo al preventivo 2015, ma devo cominciare dal consuntivo del 2013, quello dell’AEM (Azienda Elettrica Massagno) che ci è stato consegnato a settembre. Leggo nella relazione del presidente Antonio Bottani che parla di possibili e cito “conseguenze devastanti per il nostro settore”. Sono entrato nel Consiglio comunale nel 2007 e uno dei primi consigli formulati era di analizzare l’impostazione strategica dell’AEM. Avevo suggerito di fare realizzare uno studio, perché la situazione stava evolvendo molto velocemente. Non si è fatto nulla e il Municipio continua a dipingere una situazione tranquilla che però non concorda con affermazioni del presidente del CdA, bisognerebbe saperne di più.

La situazione che mi pare di vedere è la seguente:

  • L’AEM era un bellissimo gioiello, di cui però sono state vendute molte gemme (gli impianti di diversi comuni).
  • Sul sito ufficiale di confronto dei prezzi della Confederazione si vede che anche nel 2015 l’AEM avrà tariffe del 30% superiori a quelle di AIL. È palese che l’AEM, causa anche le diverse alienazioni, ha dei grossi problemi.
  • Con la liberalizzazione completa, le persone potranno scegliere il fornitore. L’AEM non potrà vivere di solo delle entrate per il trasporto della corrente. La Cifra d’affari dell’AEM è di Fr. 13 milioni. Tenendo conto che il Cash Flow è di Fr. 2.25 milioni, se sparisce il sovrapprezzo del 30% rispetto alle AIL di Fr. 3.9 milioni, la società dovrà intaccare il capitale per stare in piedi.
  • Difficile dire cos’è oggi il valore di AEM, di certo ben inferiore a quello del 2008. Per dare un’idea l’azione della ditta Alpiq nel 2008 l’azione valeva Fr. 536 oggi è sotto ai Fr. 100.
  • Non so quanto è la cifra d’affari realizzata a Massagno. Se fosse 1/3 del totale vorrebbe dire che i Massagnesi pagano Fr. 1.3 milioni all’anno in più di quanto pagherebbero se fossero allacciati all’AIL, ovvero un 5 % in più di moltiplicatore, che però viene caricato su tutti anche alle persone con reddito basso. L’AEM sembra essere più un affare per le imprese che ricevono i lavori che per i cittadini di Massagno. Difficile dire da quanto dura questa situazione perché è solo da pochi anni che sono disponibili i confronti. In dieci anni sarebbero però già 13 milioni, sufficienti per finanziare una buona parte della copertura della trincea.

Analisi dei costi del comune.

Il Municipio ha formato un gruppo e chiamato un consulente per analizzare la situazione. La prima cosa, che si fa in una situazione del genere è quella di aggiornare il piano finanziario e vedere qual è l’evoluzione futuro. Invece no, prima si decide di spendere e poi si vede dove si andrà a finire. È come se si chiamasse un architetto che fa iniziare i lavori e dice che poi il progetto lo farà poi. Ovviamente non si vuole che il Consiglio comunale sappia quale situazione si prospetta, qualcuno potrebbe spaventarsi e certi crediti non riuscirebbero più a passare.

Rifiuti

Di positivo c’è invece che al Municipio la voglia di scherzare non passa. A giugno rispondendo alla nostra mozione sui rifiuti del 2010 (la LOC prevede la risposta in 6 mesi), aveva indicato di avere rivisto i contratti per la raccolta nel 2013 e che ovviamente la gestione dei rifiuti era ottimale. Neanche sei mesi dopo ci dice che bisogna tagliare le raccolte.

Nel ricorso sui rifiuti perso dal Comune, il Municipio aveva detto al CdS che avrebbe presentato il messaggio per l’introduzione della tassa sul sacco entro fine anno. Il CdS aveva indicato che le autorità comunali dovevano presentare il messaggio. Il Municipio in sede di preventivo cosa fa, cerca addirittura di fare credere che è colpa del CdS e del Consigliere di Stato Zali, se tutto è bloccato. Noi una qualche settimana fa abbiamo scritto al CdS chiedendo di verificare se ai municipali che tirano le cose per le lunghe non si potrebbe dare una qualche sanzione e magari anche fare pagare una parte dei danni per le perdite che i contribuenti sono costretti a subire.

I buoi sono orma da tempo fuori dalla stalla, abbiamo comunque anche chiesto al CdS di intervenire perché la commissione dell’edilizia prenda posizione sulla mozione e la questione sia dibattuta in consiglio comunale.

Ai colleghi che chiedono collaborazione di tutti, chiedo almeno di smetterla di prenderci in giro. Tenere fermo una mozione per 5 anni e poi accusare chi attende che sia discussa di non collaborare mi sembra eccessivo . Tra l’altro se il Consiglio comunale si fosse dato da fare, se ci si fosse voltati indeitro un po’ le maniche e non continuato solo a chiacchierare, avremmo trovato delle soluzioni certamente migliori rispetto a quelle presentate in tutta fretta dal Municipio.

Campus Supsi: All’inizio di luglio 2013, poco più di un mese dopo la votazione sulla trincea, il cantone ha annunciato che la SUPSI avrebbe costruito tre campus, Mendrisio, Viganello e Lugano Stazione. In stazione la SUPSI acquisterà il mappale 894 RFD di Lugano per Fr. 10 milioni, grazie ai soldi prestati a tasso zero dal cantone. Il prezzo è stato fissato tenendo conto dell’aumento di valore dovuta al fatto che diventerà edificabile. Un affare incredibile per i contribuenti, prima facciamo diventare edificabile il terreno e poi dobbiamo pagare l’aumento.

Nel messaggio del CdS si può anche leggere che con questi nuovi campus si coprono le esigenze della SUPSI almeno fino al 2029. Quindi è ormai ufficiale che non ci sarà alcun campus sulla trincea. Il Municipio nel preventivo insiste però nel affermare che il campus sarà costruito anche sul territorio di Massagno. Forse qualcuno di voi si ricorda che è stata fatta qui una proposta perché il comune ritirasse i terreni della trincea come non edificabili, coprisse la trincea e rendesse adatto il terreno all’insediamento del campus SUPSI. Se l’avessimo fatto avremmo già guadagnato un pacco di milioni grazie all’utile immobiliare e pagato una bella parte dei costi di copertura.
Invece no, anche il campus sulla trincea si è sgonfiato come il pallone del Val Gersa e ancora una volta Massagno, resta a guardare.

Copertura Valgersa

Un qualche anno fa il Municipio aveva dato mandato a un architetto di calcolare i costi della copertura invernale del Val Gersa. La cifra indicata al consiglio comunale era di circa Fr. 890'000. I referendisti che non erano esperti erano arrivati a una stima di Fr. 1.2 milioni. Da qualche mese sappiamo che i costi sono di Fr. 1.3 milioni. Il Municipio ha invece speso circa Fr. 20'000 per avere un preventivo sbagliato del 43%. Ci si chiede se questo consulente non sia stato assunto apposta per indurre il Consiglio comunale e la popolazione in errore.

Sempre in merito al tema scuole, voglio anche segnalare una questione emersa durante il referendum sul relativo credito. Nel 2013, consultando i documenti del concorso, finalmente accessibili grazie alla nuova legge sulla trasparenza, si è potuto rilevare che al progetto vincitore, quello che prevedeva lo scavo in terra, era stato dato un punteggio molto buono per quanto riguarda i costi di realizzazione. A un altro progetto che invece prevedeva una costruzione fuori terra, quindi meno costosa, è stato invece un punteggio peggiore. Al momento della realizzazione ci si è ovviamente accorti che la costruzione in terra era molto costosa e per questo si è rinunciato alla piscina. Si prospettano due possibili spiegazioni dell’accaduto: o gli specialisti presenti nella giuria hanno commesso un errore oppure il concorso è stato truccato.  Segnalo inoltre che un membro della giuria era anche in probabile situazione di conflitto di interessi in base alla LOC.
Visto la presentazione del rapporto sui costi della copertura del Valgersa, anche se è passato un po’ di tempo, mi è sembrato doveroso, informare il Consiglio comunale.

Ci sarebbero ancora tante cose che si potrebbero dire, ma credo che si possa terminare per il momento qui.

Noi voteremo no al preventivo e all’aumento di moltiplicatore.

In merito alla posizione della Lega che dice di votare i preventivi, ma di essere contro all’aumento del moltiplicatore. La nostra opinione è che una decisione irresponsabile. Si accetta di spendere, però senza assumersi la responsabilità d’incassare i soldi. Le spese che facciamo sono messe a carico delle generazioni future.
Mi pare giusto ripetere che il moltiplicatore lo si stabilisce quando si fanno le spese. Una volta usciti i soldi, poi per forza da una qualche bisogna recuperarli.

Domenico Zucchetti